SOCIAL & BUSINESS   

L'ABITO NON FA IL MONACO...

ma fa la differenza!

Un decimo di secondo, poco più di un battito di ciglia, è il tempo che impieghiamo per farci una prima idea di una persona che andremo ad “etichettare” in un determinato modo e per formulare un giudizio di massima che probabilmente tenderemo a non cambiare nel tempo.

La maggior parte di noi formula il proprio “giudizio” o meglio pensiero, sulle persone in base alla prima impressione, attraverso le espressioni non verbali e, in primo luogo, da ciò che è maggiormente evidente: l’aspetto esteriore quindi che ci piaccia o meno dobbiamo averne estrema cura!

I primi 7 secondi che passiamo col nostro interlocutore influenzeranno il giudizio su di lui (e su di noi da parte sua) in questo modo:
- per ciò che viene detto >> per il 7%
- per come viene detto >> per il 38% cioè in base al tono, al volume, al timbro e alla velocità della voce
- per come ci si pone >> per il 55% cioè tutto quello che comunichiamo attraverso la nostra postura, per come ci poniamo nello spazio, per i nostri movimenti e per gli aspetti estetici ovvero il modo di vestire o di prenderci cura di noi stessi
 

L’abbigliamento è infatti considerato il canale principale di manipolazione del sé: controllando il nostro aspetto tentiamo infatti di fornire l’immagine che abbiamo di noi stessi o quella che vogliamo presentare agli altri. Pensate a quando vi è capitato di sostenere un colloquio di lavoro, la prima cosa che avete fatto per prepararvi a sostenerlo è stato scegliere l’abbigliamento giusto!

Naturalmente, il giusto abbigliamento cambia in base anche al contesto sociale per ovvi motivi di differenze culturali, ma in certi contesti come il mondo del lavoro o nei contesti in cui per esempio è influente il fenomeno della moda, come siamo vestiti, fa davvero la differenza!

TROVERETE QUESTO MESE, nella Rubrica FASHION&BEAUTY, un articolo di Marzia Tammaro che tratta proprio il tema dell'ABITO NON FA IL MONACO... in chiave FASHION, non perdetelo!
 

«Solo i superficiali non giudicano dalle apparenze» scriveva Oscar Wilde.

Che ci piaccia o no, abbiamo quindi capito che il nostro modo di vestire influenza l’opinione degli altri su di noi e viceversa. Per questo l’abbigliamento non va archiviato alla voce “frivolezze” ma va sfruttato a nostro beneficio soprattutto nel mondo del lavoro! Quando incontriamo qualcuno per lavoro è quindi importante “sfruttare” la naturale tendenza umana di porsi due domande fondamentali, ovvero 1) se posso fidarmi di questa persona e 2) se questa persona merita il mio rispetto. Inconsciamente la nostra valutazione iniziale dipende già da queste due caratteristiche, farlo consciamente ci permette di valutare appieno il nostro interlocutore o di farci valutare come noi vogliamo!

Non trascuriamo poi la capigliatura, più facile per gli uomini e meno scontata per le donne: non è importante quale sia, è importante che sia ordinata, se parliamo dell’ambito business teniamo sempre conto che eventuali stravaganze possono essere positive in un determinato ambito e negative in un altro.

Agli gli UOMINI che ultimamente amano avere la barba, come detta la moda del momento del resto, dobbiamo dare una "cattiva notizia": l’ultimo studio pubblicato a riguardo dice che la barba ha in sé un messaggio sessuale, non tanto per le donne ma quanto per gli uomini in quanto sembra essere un segno ancestrale di forza che servirebbe a imporsi sui propri simili. Infatti Tamsin Saxton, ricercatrice dell’Università Northumbria del Newcastle, spiega in un articolo su The Conversations: “Un certo numero di studi suggerisce che gli uomini e le donne percepiscono uomini con la barba come più vecchi, più forti e più aggressivi di altri. E gli uomini dominanti possono ottenere maggiori opportunità di accoppiamento intimidendo i rivali per farsi da parte. Questo vale sia nei tempi moderni e in tutta la storia umana”. 
Quindi cari uomini, se la barba nel corteggiamento può aiutarvi, tenete presente che allo stesso modo potrebbe farvi percepire negativamente da altri uomini nell’ambito del lavoro, perché potrebbe non essere apprezzata questa manifestazione di “virilità”.

Ultimo consiglio in ambito business è quello legato agli accessori di noi DONNE, tra cui bracciali, orecchini collane molto vistosi e talvolta rumorosi! Dobbiamo fare particolare attenzione: amiamo metterli per attirare l’attenzione e valorizzarci, ma allo stesso tempo spesso possono essere eccessivi e, quando parliamo di lavoro, un look minimal ed elegante è sempre consigliato… a meno che non siate in un ambiente che invece li richiede come condizione essenziale.

Quindi … sempre attenti anche al tipo di business a cui ci approcciamo e studiamo bene prima il nostro interlocutore per non sbagliare mai il l’abito che fa pur sempre il monaco!

“Non pensiamo solo con il nostro cervello, ma anche con il nostro corpo, i nostri processi di riflessione sono basati su delle esperienze fisiche che mettono in movimento i concetti astratti associati. Pare che di queste esperienze facciano parte gli abiti indossati.
I vestiti invadono il corpo e il cervello, e mettono colui che li indossa in uno stato psicologico differente.”
Galinsky
 

Cristina Mafessoni  



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