L'ABITO FA ANCORA...
Il monaco?
Lo abbiamo sentito e detto molte volte, personalmente ho sempre pensato che bisognasse andare oltre l’apparenza e non fermarsi al primo impatto, ma l’esperienza e la realtà sociale non sempre mi hanno dato ragione. Ma qual è l’origine di questo proverbio italiano?
L’abito fa il monaco è un proverbio italiano. L'espressione invita a diffidare delle apparenze, non di rado ingannevoli, nel giudicare una persona, evitando quindi di esprimere valutazioni precipitose e superficiali sul conto di qualcuno. Spesso le persone non sono come appaiono a prima vista, anzi molte volte sono l'opposto. Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Io dico che bisogna sempre sentirsi a proprio agio nelle occasioni della vita, non cerchiamo di seguire necessariamente degli stereotipi, come ad esempio, ad un colloquio di lavoro bisogna mettersi la giacca, oppure non osare con i colori, etc. Credo che non ci sia occasione più giusta di mostrarsi vere, soprattutto quando il tuo futuro professionale può decidersi in meno di 20 minuti. Essere se stessi è la cosa più bella, ma sempre, in ogni situazione…Nei prossimi mesi parleremo di un tema molto interessante a cui tengo moltissimo e che vi anticipo, si intitolerà “allo specchio”, dove se ne vedranno delle belle!!
Poiché la mia natura “psico-sociale” mi porta a ricercare sempre studi che possano in qualche modo “dare di più” ad un mio pensiero, ho voluto chiedere la collaborazione di una psicologa psicoterapeuta, amica, scrittrice di poesie, Annagrazia Ruscitti https://it-it.facebook.com/ruscitti69/about che ci dice…
“Il mito della bellezza attraverso la scelta del come apparire è un pensiero che costella la mente di ciascuno di noi, soprattutto nella fase adolescenziale e che può innescare se portato avanti negli anni, forme di schiavitù mentale verso una perfezione considerata erroneamente determinante per raggiungere il successo in ambito sociale, lavorativo ed amoroso.
Questo spinge ad una ricerca spasmodica di un modo di essere, condizionato da mode e stereotipi sociali. Liberarsi di tali preconcetti è un percorso che si intraprende attraverso la conoscenza e l’accettazione di sé.
Costruire la propria identità attraverso la ricerca esasperata della perfezione (abito) è un grande rischio, perché la bellezza assoluta in realtà non esiste. La bellezza è sempre meravigliosamente relativa. L’abito può fare davvero il monaco, quando la ricerca della bellezza e la cura di sé corrispondono all’amore per il proprio essere, nella sua completezza di mente, anima e corpo. Amare te stesso è la vera ricetta per la bellezza.”
Felicità
Bisogna desiderarla la felicità.
Volerla come l'acqua limpida,
che dalle bronzee fontane
rinfresca dalla calura.
Respirarla come l'aria invisibile,
che passa nella pelle e da sollievo.
Imparare ad amare
l'anima ferita dai ricordi.
Portarla a sentire il suono del vento,
che scompiglia le foglie,
mentre scende la notte.
Vedrai così la luna dorata,
toccare coi suoi caldi riflessi
la turgida nuvola bianca
ed emergere più grande e lucente,
con un caldo arcobaleno di colori.
In questa semplicità è la felicità.
Da L'Angelo della Musica di Annagrazia Ruscitti, Masciulli Edizioni http://www.masciulliedizioni.com/?product=langelo-della-musica-annagrazia-ruscitti
Marzia Tammaro
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