RAVANELLO
...poco pallido!
Ortaggio appartenente alla famiglia delle Crocifere. Il suo nome deriva dal latino raphanus, ma è interessante come dalla parola refe in lingua persiana ci arrivi il concetto legato alla germinazione dei suoi semi, significando “apparizione rapida”, infatti il suo ciclo vegetativo è molto breve, appena 3 mesi dopo la semina.
Viene coltivato per la radice, sfruttata in ambito alimentare. Ne esistono di diverse tipologie, con radice a fittone ingrossato, di forma arrotondata ma anche allungata. Dal sapore leggermente piccante e pungente, a mio avviso una perla della terra…il suo odore particolarmente “terreno” mi ricorda la sua genesi.
Esternamente è rosso intenso, ma il suo colore può virare in molteplici sfumature. Ha la polpa bianco ghiaccio, con delle strane venature…Una medaglia di ravanello dalla ricchezza incontrastata…Povero di calorie, 16 kcal per 100 grammi, ma ricchissimo di acqua e tante vitamine, come B, C e sali minerali, quali il potassio assorbiti dal terreno e fibre, fosforo, ferro. Arricchisce insalate ed è molto apprezzato nelle diete ipocaloriche. La sua radice ha un’alta concentrazione di zolfo, è un potente antiossidante e aiuta a prevenire anche il raffreddore…
I suoi benefici sono davvero tanti, ve ne dico alcuni, utili in questo periodo: contrastano la ritenzione idrica, hanno funzione antibatterica, basso indice glicemico. Una curiosità: siete a cena all’aperto e state mangiando un ravanello, vi punge un insetto, beh, sarà sufficiente strofinare un pezzo di ravanello sulla parte, mi sento di raccomandare, a me stessa in primis, di fare attenzione a che non ci sia anche l’olio sulla medaglia di ravanello…
Se ne contano anche altri colori, nero, giallo, bianco e viola, oltre chiaramente alla più conosciuta specie di colore rosso, ognuno con proprietà differenti. Nero, drenante e detossinante; giallo, antiossidante e buono per la vista; bianco, drenante e brucia grassi; viola, valido aiuto per la memoria e protettivo dei vasi sanguigni.
Quando si acquistano, è preferibile prendere quelli di dimensione piccola poiché quelli più grandi posso essere troppo legnosi da masticare. Inoltre, lo stato delle foglie testimonia la sua freschezza, se belle e rigogliose significherà che il ravanello è stato raccolto da poco. Si conservano in frigorifero, avvolti in un canovaccio e dentro un sacchetto aperto.
Personalmente lo mangio tagliato a rondelle condito con olio, sale e limone, ma viene spesso servito all’interno di pinzimonio insieme ai nostri ormai amici sedano, finocchio e… alla carota, prossimamente su questi schermi…
Nonna Rosa, per mantenere la croccantezza della radice, li immerge per un’ora in una ciotola piena di acqua fredda e ghiaccio, poi li asciuga e li taglia a rondelle. Anche cotto?! Eh, sì, come contorno fatto al forno o in padella o in frittate. Del ravanello, si possono mangiare anche le foglie, previa bollitura e non solo… sentiamo Chef Bonolo.IL CONSIGLIO DELLO CHEF Cristiano Bonolo:
Il ravanello può essere consumato crudo in insalata, ma anche cotto come ingrediente di zuppe e creme. Ha un sapore leggermente amarognolo che non sempre piace, ma se lessato tende a diventare più dolce ed è possibile berne il brodo di cottura. Le foglie verdi, invece, si possono sbollentarle due minuti ed ottenere così un brodo di clorofilla che aiuta la digestione.
Ricetta succo di Ravanello
Per assimilare meglio i minerali e le vitamine dei ravanelli si può berne il succo. Come si fa? Aggiungete in un estrattore 2 manciate di ravanelli precedentemente lavati e addolcite il succo con due cucchiaini di sciroppo d’acero o di agave.
Marzia Tammaro
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