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FASCINO A ROTELLE

Intervista alla Presidente di Diritti Diretti Onlus

Oggi Myranda Style incontra l’accessibilità. Intervista a Simona Petaccia (www.simonapetaccia.it): giornalista e presidente della Onlus Diritti Diretti (www.dirittidiretti.it) che, da oltre 10 anni, progetta, insegna e comunica il turismo accessibile.

1. Simona Petaccia, molto più di una giornalista… E’ anche una medaglia, giusto?!
Giornalismo, Comunicazione e Turismo sono il mio lavoro e anche i miei interessi. Sono una consulente per enti pubblici, aziende, associazioni ecc. che vogliono aprire le loro attività a tutti. Attraverso la mia attività, assottiglio il contrasto tra ciò che gli esperti in accessibilità desiderano comunicare e quello che, invece, riescono realmente a far percepire a chi non conosce il loro settore. Il mio lavoro consiste nel far comprendere che la progettazione universale significa qualità e sviluppo socio-economico per la comunità e l’imprenditoria, non solidarietà verso i disabili oppure obbligo di legge.
Sì, abbiamo ricevuto diversi riconoscimenti in questi 10 anni di attività. Tra questi, nel 2012, il Presidente della Repubblica Italiana ha voluto destinare una medaglia a Diritti Diretti come riconoscimento formale di natura protocollare con il quale il Capo dello Stato manifesta il proprio consenso alle finalità perseguite da iniziative ritenute particolarmente meritevoli.


2. Fascino a rotelle, una commedia che andrà in scena il 26 e il 27 Maggio 2018 e che celebra anche il 10° compleanno di Diritti Diretti?
Sì, il 26 e il 27 maggio 2018 va in scena per la prima volta al Teatro Sant'Eugenio di Palermo, nell'ambito degli eventi organizzati per celebrare il 10° compleanno di Diritti Diretti. Sono molto felice di tenere a battesimo questo lavoro teatrale del mio amico Dario Scarpati (Attore e regista). È una commedia che scavalca l'idea romanzata della disabilità mostrando al pubblico che, come succede a tutti, l'affettività delle persone con disabilità ha tante sfaccettature. Probabilmente, proprio questa è la sua forza, perché sfoglia la vita di una coppia senza sottolineare che una persona si muove con la carrozzina e l'altra no. Al contrario, in varie scene, le difficoltà quotidiane vengono trasformate in sorrisi.


3. Un titolo originale, da dove nasce?
E’ un progetto di comunicazione nato quasi per gioco due anni fa. Possiamo dire che è un'opera che imita la vita perché è liberamente ispirata a me, dal momento che è nata a seguito di avances che mi ha fatto un uomo dopo aver assistito a un convegno sul turismo accessibile a Matera, definendomi appunto “Fascino a rotelle”. C'era Dario con me e, assistendo alla scena, ne ha tratto ispirazione per la stesura del suo copione. Quando me l'ha presentato, ne sono rimasta entusiasta... anche se il personaggio di Marta, a me ispirato, è proprio una simpatica canaglia.

4. Raccontaci di cosa tratterà…
Si tratta di una commedia incentrata su Marta: una donna con disabilità che, con astuzia e sex-appeal, riesce sempre a ottenere ciò che vuole dal marito Luigi (interpretato dallo stesso Scarpati). Attraverso sotterfugi e giochi di parole affidati ai due sposi assieme a una vicina indiscreta e a un bizzarro architetto, l'autore usa il teatro come un canale comunicativo privilegiato per spazzare via tutte quelle convenzioni sociali che dipingono i disabili come poveretti da compatire o single per scelta altrui. Dario è, infatti, riuscito a trasformare la narrazione del quotidiano e la manifestazione dei personaggi in un copione dalla profonda simbologia componendo un lavoro teatrale che, con ironia e leggerezza, supera l'idea dell'integrazione tra “abili” e “disabili” perché la dà per scontata. Troppo spesso, infatti, le persone con disabilità vedono ancora scambiare i propri partner per badanti o, quando dicono di essere fidanzati/sposati, devono rispondere alla solita domanda: “Ah, anche lui/lei ha difficoltà?”. Quello che l'autore porta in scena è, invece, l'interazione tra persone, ognuno con i propri contrasti e le proprie debolezze. Con “Fascino a rotelle”, infatti, si vivono la vanità, la passione, la paura, la maldicenza, l'avarizia, il dilettantismo… in una parola: la Realtà.


5. Qual è la molla che ti ha portato a fondare Diritti Diretti?
Non ci sentivamo rappresentati da altre realtà già esistenti. Quando si tratta il tema del turismo accessibile è, infatti, facile cadere nella sfera della solidarietà verso i disabili.
Noi abbiamo, invece, sempre voluto parlare di tutti e di economia, al fine di rispondere ai sogni e ai bisogni di quella crescente richiesta di mercato sull'accessibilità che non trova sempre soluzioni adeguate nel nostro paese. Milioni di persone, infatti, viaggiano soltanto se hanno determinate comodità... Diritti Diretti pensa a loro e, facendolo, facilita lo sviluppo economico dei territori e il benessere dei loro abitanti.
Soluzioni creative e gusto estetico... per noi, l'accessibilità universale è questo.


6. Il messaggio che lasciamo ai nostri lettori, con Diritti Diretti, è univoco...i SORRISI ACCESSIBILI!
Sì, ci piacciono i sorrisi! In una città accessibile è più facile sorridere. Per questo, senza alcun finanziamento pubblico, dal 2008 Diritti Diretti progetta, insegna e comunica il turismo accessibile. Diritti Diretti, perché il mondo è di tutti. Questa è la convinzione che ci guida nel rispondere alle necessità e ai sogni di tutti i viaggiatori/abitanti di un territorio, indipendentemente dalla loro età, dalla loro condizione di salute o da loro particolari scelte, allergie o intolleranze alimentari ecc.


7. Zero barriere per un turismo più accessibile, è una realtà?
Io propongo soluzioni e faccio comprendere ai decisori pubblici e commerciali perché il turismo accessibile conviene a tutti, dando uno sviluppo socio-economico all'intero il territorio.
Ci dedichiamo principalmente a servizi e strutture per viaggi/soggiorni che, in condizioni di autonomia, sicurezza e comfort, possano permettere la fruizione di Cultura, Arte, Informazione, Comunicazione, Natura, Ambiente, Sport, Tempo libero… soluzioni creative e gusto estetico, insomma. Per noi, la progettazione universale è questo e applichiamo il nostro pensiero a tutta l'accessibilità che elaboriamo nelle varie tipologie di turismo: culturale, enogastronomico, sportivo, congressuale, balneare, montano, termale, scolastico, religioso ecc. Il nostro fine è di offrire progressi sulla vivibilità delle persone che visitano/abitano un luogo. Ecco perché supportiamo le amministrazioni pubbliche e gli imprenditori che vogliono aprirsi a tutti, operando al loro fianco affinché l'accessibilità possa migliorare il loro territorio e la loro offerta turistico-culturale.
Così sorrideranno sempre più persone. E anche l'economia.
 

8. In che modo comunicate il vostro messaggio?
Consideriamo la comunicazione come un tassello fondamentale del turismo accessibile. La nostra attività mira a creare accessibilità, ma anche a far conoscere quella che già esiste e che è riuscita a produrre sviluppo socio-economico unendo i concetti di attrattività, innovazione, estetica e sostenibilità nelle varie tipologie di turismo. In definitiva, vogliamo colmare l'attuale divario comunicativo tra operatori, media e pubblico.


9. Allo specchio: come vedi Simona, in 3 aggettivi.
Curiosa, concreta, (auto) ironica.


10. E cosa dici di Myranda Style?
Mi ha inizialmente incuriosito la proposta di Media Partnership e poi, grazie ad un approfondimento, ho accettato volentieri perché, seppur operante in un altro settore, l'idea che guida questa nuova realtà assomiglia molto alla nostra mission. Già dal suo nome, infatti, è possibile riconoscere tre dei valori in cui noi crediamo molto:
1) LA LIBERTÀ. "My Randa": ispirazione alla randa che è la vela maestra dei vascelli, un nome ben augurante per andare lontano con il vento;
2) IL GUSTO ESTETICO. "Miranda Presley": ispirazione al noto personaggio cinematografico, icona di moda e stile;
3) IL DESIGN D'AVANGUARDIA. Nel nome stesso l'identità: M - Mood, Y - Yours, R - Revolutionary, A - Absolute, N - Nearness, D - Design, A - Avant-garde.


Inoltre questa la Media Partnership dimostra quanto sia vero il nostro motto "Dipende da te!". Troppo spesso, infatti, mi sento dire "Ti ammiro molto, vorrei aiutarti, ma non sono capace". Noi vogliamo sfatare questo falso mito, ognuno può fare qualcosa per Diritti Diretti. E ognuno può farlo in ciò che sa fare meglio.

Un grazie di cuore alla Presidente Simona Petaccia, per averci portato nel mondo Diritti Diretti.

Vorrei concludere questa bellissima intervista con le sue stesse parole, ricordando che “ognuno può fare qualcosa per Diritti Diretti. E ognuno può farlo in ciò che sa fare meglio”.
 

Marzia Tammaro  



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